Stress index.

 Posted by on 15/08/2011  Add comments
Aug 152011
 

Qualche tempo fa una collega di Torino mi ha chiesto se è possibile calcolarsi da soli lo stress index o se è indispensabile affidarsi al calcolo effettuato dai software.

Prima di dare la risposta, cerchiamo di definire bene cosa è lo stress index e quale è il suo razionale di utilizzo.

Lo stress index è un numero che fornisce informazioni sulla forma della curva di pressione delle vie aeree (Paw)-tempo durante la ventilazione a volume controllato con flusso inspiratorio costante (onda quadra di flusso) (figura 1). Lo stress index può esserci utile nell’impostare una ventilazione protettiva nei pazienti con ALI/ARDS.

Figura 1.Curve di pressione e flusso durante ventilazione a flusso inspiratorio costante

Vediamo di seguito le tre premesse su cui si fonda lo stress index.

1) Iniziamo ricordando che in ogni istante il valore della Paw è definito dall’equazione di moto dell’apparato respiratorio (vedi post del 24/06/2011):

Paw = E x V + R x V’ + PEEP totale – Pmus                       (1)

dove E è l’elastanza dell’apparato respiratorio, V il volume, R le resistenze, V’ il flusso e Pmus la pressione sviluppata da muscoli respiratori del paziente. Se il paziente è passivo, Pmus = 0: durante l’insufflazione Paw dipende solo da E x V e da R x V’.

2) Postuliamo che le resistenze (R) dell’apparato respiratorio siano costanti durante l’insufflazione. Se anche il flusso inspiratorio è costante (come nella ventilazione a volume controllato con onda quadra di flusso), necessariamente il prodotto R x V’ sarà costante durante l’insufflazione. In questa particolare condizione possiamo allora semplificare la nostra equazione di moto come segue:

Paw= E x V + k                (2)

dove k comprende sia PEEP totale che R x V’.

3) Se il paziente ventila con flusso inspiratorio costante, il volume corrente necessariamente aumenta in maniera lineare durante l’insufflazione: nel primo quarto dell’inspirazione è erogato un quarto del volume corrente, a metà inspirazione metà del volume corrente, a tre quarti dell’inspirazione tre quarti del volume corrente e così via (figura 2). Quindi l’aumento della Paw durante il flusso inspiratorio costante sarà lineare se E è costante(equazione 2).

Figura 2

E qui arriva il nostro stress index. Lo stress index esprime matematicamente la forma dell’incremento della Paw: uno stress index =1 ci dice che Paw aumenta linearmente durante l’insufflazione, quindi E è costante (figura 3, a sinistra). Uno stress index > 1 indica che la Paw non aumenta linearmente: con il procedere dell’insufflazione è necessaria sempre più pressione (concavità rivolta verso l’alto) (figura 3, al centro). Anche uno stress index < 1 indica un aumento non costante della Paw, ma di segno opposto al precedente: man mano che l’insufflazione procede, serve sempre meno pressione per ottenere il volume corrente (concavità verso il basso) (figura 3, a destra).

Figura 3

 

Se riportiamo queste informazioni sulla relazione statica pressione-volume (la curva di compliance) dell’apparato respiratorio, capiamo bene il significato dello stress index. Quando è > 1, vuol dire che durante l’erogazione del volume corrente superiamo il punto di flesso superiore, condizione generalmente associata ad una condizione di sovradistensione polmonare, quindi di possibile VILI (ventilator-induced lung injury) da stress. Se lo stress index è < 1, ciò significa che durante l’insufflazione superiamo il punto di flesso inferiore: si pensa che in questa condizione vi possa essere un’insufficiente capacità funzionale residua, quindi possibilità di VILI da atelettrauma (ripetitiva apertura e chiusura di alveoli) (figura 4).

Figura 4.

Il messaggio clinico quindi potrebbe essere:

1) stress index > 1: ridurre volume corrente e/o PEEP

2) stress index < 1: aumentare PEEP.

Per oggi penso vi siano già molti spunti su cui riflettere. In caso di dubbi, utilizziamo questa settimana ferragostana per discuterne insieme. Nel prossimo post vedremo un’applicazione pratica dello stress index e ne analizzeremo limiti e punti di forza.

Concludo rispondendo a Nadia: puoi calcolare anche da sola lo stress index, cioè senza l’ausilio di software a questo adibiti, ma non è molto semplice. Comunque la strada è questa: devi acquisire il segnale di Paw ad una buona frequenza di campionamento (100-200 Hz) e scegliere un intervallo di Paw durante flusso inspiratorio costante (scartando i primi e gli ultimi 50 msec). Quindi con un programma di statistica o di curve fitting devi calcolare i coefficienti della seguente formula: Paw=a *tempo^b+c. Il coefficiente b (l’esponente del tempo) è il nostro stress index. Senza tutto questo, l’unica cosa che puoi fare è una valutazione qualitativa della curva Paw-tempo (figura 3): se vedi, durante la fase di insufflazione a flusso inspiratorio costante, la curva di pressione che accenna una concavità verso l’alto, il tuo stress index è certamente > 1. Se osservi invece un accenno di concavità verso il basso, allora lo stress index è < 1. E via ad aggiustare volume corrente e PEEP…

Buon Ferragosto a tutti gli amici di ventilab.

 

 

 

Author: Giuseppe Natalini

  2 Responses to “Stress index.”

  1. Salve, come calcolo con esattezza punto di flesso inferiore e superiore?
    grazie

    • Per calcolare il punto di flesso devi costruire la relazione statica pressione-volume dell’apparato respiratorio. Puoi ottenere questo ventilando il paziente (senza PEEP ed autoPEEP) con volumi correnti molto diversi (da 70-80 ml fino al volume corrente che corrisponde ad una pressione di plateau 40 cmH2O, con step di 80-100 ml) e calcolando la driving pressure per ciascun volume. A questo punto puoi costruire un grafico con la driving pressure sull’asse delle ascisse ed il corrispondente volume corrente sulle ordinate. Unisci i puntini…e guarda dove sono i punti di flesso (se ci sono).

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