Set 222014
 

PENAUTsLe asincronie durante la ventilazione meccanica sono un argomento di moda in ambito scientifico che mi piacerebbe riuscire a tradurre in alcuni semplici concetti utili nella pratica clinica.

Per asincronia possiamo intendere l’imperfetta sincronizzazione tra i tempi inspiratorio ed espiratorio del paziente e quelli del ventilatore. Tutti noi, anche quando respiriamo spontaneamente, abbiamo un periodo di inspirazione ed uno di espirazione che sono determinati dall’attività dei centri del respiro. Anche il ventilatore meccanico ha un periodo inspiratorio ed uno espiratorio che sono condizionati (nelle principali ventilazioni) dall’impostazione del ventilatore. L’asincronia paziente-ventilatore si manifesta quando i tempi del paziente e quelli del ventilatore non coincidono.

(Qualcuno classifica tra le asincronie anche l’inadeguata assistenza inspiratoria ma, indipendentemente dal fatto che ciò sia o meno corretto, non affronteremo questo capitolo.)

Per comprendere bene le asincronie paziente-ventilatore è necessario affidarsi alla valutazione del monitoraggio delle forme d’onda del monitoraggio respiratorio. A questo scopo è sufficiente la valutazione simultanea delle curve di flusso e pressione. Oggi (e nel prossimo post) affronteremo tre tipi di asincronie:

– l’autociclaggio, cioè l’inizio di una inspirazione meccanica in assenza di attività inspiratoria del paziente o dell’insufflazione programmata del ventilatore. In altre parole, il ventilatore “si sbaglia” e crede di percepire l’inizio dell’attività inspiratoria del paziente che in realtà non è presente;

– lo sforzo inefficace, l’esatto contrario dell’autociclaggio: il paziente inizia l’inspirazione ma il ventilatore non lo percepisce e quindi non inizia ad erogare flusso inspiratorio. Il paziente quindi cerca di inspirare (inutilmente) durante la fase espiratoria del ventilatore;

– il doppio trigger, cioè l’attivazione consecutiva di due inspirazioni non separate da un significativo periodo espiratorio: appena termina un’inspirazione ne inizia immediatamente un’altra.

Esistono anche altri tipi di asincronie che riguardano la fine dell’inspirazione, di queste avremo modo di parlerne in altre occasioni.

Le asincronie paziente-ventilatore non sempre sono ben chiare nell’attività clinica quotidiana. Quando si dice che il paziente è “disadattato”  o che “contrasta”, in realtà si dovrebbe definire meglio quale è il problema: che tipo di asincronia abbiamo di fronte? Ciacuna asincronia ha il proprio specifico trattamento, i propri peculiari accorgimenti nell’impostazione del ventilatore. Abbiamo quindi la necessità di capirle meglio per riuscire a risolverle. Dire che un paziente “contrasta” o è “disadattatonon ci fornisce alcuna indicazione su come migliorare l’interazione paziente-ventilatore.

Prima di discutere insieme le asincronie e le loro implicazioni cliniche, penso sia utile che tutti gli amici di ventilab mi diano una mano per capire che livello di approfondimento dare all’argomento. Pertanto invito caldamente tutti a rispondere al questionario che segue. Chi legge il post dalla propria email, dovrebbe accedere alla pagina web di ventilab (www.ventilab.org o cliccare sul titolo del post che è arrivato nella posta elettronica) per poter partecipare.  Le risposte mi consentiranno per capire meglio cosa dire e come dirlo.

Per adesso quindi ringrazio in anticipo tutti coloro che risponderanno, e fra un paio di settimane ci ritroveremo a discutere parlando di asincronie paziente-ventilatore.

Come sempre, un sorriso a tutti gli amici di ventilab.

PS: se vuoi puoi anche lasciare un commento.

Author: Giuseppe Natalini

  8 Responses to “Asincronie paziente-ventilatore durante la ventilazione meccanica.”

  1. sono sempre estremamente interessanti e istruttivi i tuoi “post”.
    complimenti!

  2. Speriamo che questa nuova moda riscuota successo! Parole inappropriate come disadattato (più idoneo in ambito sociale) e contrasto (come se il paziente fosse il mediano, e il ventilatore l’attaccante), dovrebbero lasciare il posto a termini che spiegano meglio cosa sta succedendo ai nostri pazienti. Per capire la delicata interazione è necessario conoscere…Il semplice reperimento d’informazioni al riguardo sono piuttosto difficili e quindi…quale migliore didattica se non su Ventilab? Da sempre vostro sostenitore

    • Caro Cristian, grazie per l’apprezzamento. L’obiettivo di ventilab è quello di fare divulgazione ed approfondimento in maniera totalmente disinteressata: se ci si riesce, ne sono veramente felice.

  3. Sono sempre molto istruttivi tuoi post Giuseppe! Come si fa a partecipare si corsi di ventilab? Ho aspettato che uscivano i corsi del 2015 ma come sono uscite le date non c’era più posto?
    Mi sono prenotata oggi in line, ma sicuramente avete prenotazioni già per 2016.

    • Grazie per l’apprezzamento, Renata. Appena organizzeremo un nuovo corso, ne daremo notizia in anteprima a tutti coloro che hanno fatto la richiesta di prenotazione. Spero di riuscire ad esaudire il maggior numero possibile di richieste.

  4. sempre molto interessanti i tuoi post

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